Adolescenti

Bambini e adolescenti non sono piccoli adulti, non più di quanto un germoglio possa essere considerato un piccolo albero

(S. C. Hayes)

Anche nella psicoterapia con gli adolescenti il modello utilizzato è quello dell’Acceptance and committment theraphy (ACT), uno dei più recenti ed efficaci modelli evidence-based di psicoterapia cognitivo comportamentale. Il modello viene riadattato o meglio “cucito” sull’adolescente, tenendo presente le peculiarità di questa fase di cambiamento. Il giovane non appartiene più al mondo dell’infanzia e non ancora a quello degli adulti. Vive un vero e proprio sconvolgimento che riguarda tutti gli ambiti della vita: l’aspetto fisico, quello emotivo, le relazioni sociali. Per questo può essere utile e altre volte necessario un percorso di accompagnamento con un terapeuta in grado di normalizzare dubbi e paure, rispondere ad alcune domande e dar voce a sogni e desideri spesso vissuti come irrealizzabili. Una relazione terapeutica empatica, basata sulla fiducia può diventare quel “luogo sicuro” dove potersi aprire, confidare, confrontare in un clima sereno, non giudicante e dove poter sperimentare e sperimentarsi. La terapia può diventare il “contesto” in cui sviluppare le competenze che consentiranno all’adolescente di crescere in modo sano

L’ACT fornisce strumenti utili per aiutare i giovani a rispondere in modo nuovo e diverso ai propri pensieri, a riconoscere e gestire le proprie emozioni in modo efficace. L’energia, il desiderio, la passione tipiche di questa età vengono indirizzate nella scoperta di ciò che è veramente importante per loro per poter fare scelte che favoriscano il raggiungimento del loro pieno potenziale e progettare azioni concrete orientate verso ciò che hanno più a cuore. Il terapeuta accompagna il giovane alla scoperta della propria identità e nell’affermazione della propria autonomia. In altre parole aiuta il giovane a diventare protagonista della propria vita.

Nel percorso terapeutico spesso sono coinvolti anche i genitori che vengono sostenuti nel trovare quel difficile e sottile equilibrio tra lo stare accanto e il guardare a distanza. Vengono indicate strategie che possano favorire la relazione e nello stesso tempo viene data loro la possibilità di esprimere difficoltà, chiarire dubbi.


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